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Giù le mani dal 2 giugno

maggio 29, 2012

Questo non è un post cinico. Non è un post che inneggia allo slogan “The show must go on“. Non è un post menefreghista. Non è un post che sfrutta le tragedie per fare propaganda. Non sono infatti solito marciare trionfalmente sui morti per diffondere le mie idee (a differenza d’altri). Non sono avvezzo a certe pratiche, né tantomeno favorevole, e di certo non inizierò ora, in un momento di tragedia per dei nostri fratelli italiani (ricordate l’Inno?).

È nato nella triste e tragica giornata di oggi un movimento che sta rapidamente conquistando simpatizzanti sul Web: il movimento contrario alla tradizionale parata del 2 giugno a Roma. La voce su Internet corre rapida, senza filtri, specialmente su Twitter, dove questo movimento ha dato vita al trend #No2Giugno.

Vediamo di capirne le ragioni. Secondo le stime de Il Sole 24 ORE l’intero complesso della parata militare (ossia anche tutto ciò che le ruota attorno) dovrebbe venire a costare tra i 2,6 e i 2,9 milioni di euro (da «È tempo di austerity: la parata militare del 2 giugno costerà il 40% in meno dell’anno scorso»). I sostenitori del movimento #No2Giugno affermano che quei soldi dovrebbero andare a favore delle persone che stanno soffrendo le gravi conseguenze dei recenti sismi nelle zone dell’Emilia-Romagna.

Al che, però, mi sorgono alcune domande:

  1. Dal momento che stiamo parlando di cifre davvero basse per lo Stato (una percentuale irrisoria rispetto al PIL italiano), perché bisogna pensare di sopprimere una tradizione che va avanti ininterrotta dal 1948?
  2. Perché bisogna tagliare proprio sulla Festa della Repubblica (Repubblica per la quale, ricordiamocelo tutti, fino a qualche mese fa facevamo crociate per le strade e le piazze) e non, ad esempio, sul prossimo primo maggio? Ai fini di bilancio è una cosa elementare. Perché quindi non tagliare su un’altra festa?
  3. Se la Patria è un concetto e, in quanto tale, è “fuori dal tempo”, perché bisogna far sì che eventi momentanei (come gli attuali, per quanto tristi) ne attacchino questa sua natura? La cosa non ha senso! La Patria c’è sia nei momenti felici che in quelli meno felici. E se esiste, perché non celebrarla? Non siamo forse felici di essere in democrazia?
  4. Cancellando l’ormai prossima celebrazione, non credete che si dia il là ad un pericoloso precedente? Ogni anno si potranno trovare scuse diverse (sì, parlo di scuse, ma non in segno di non rispetto per quanto ora sta avvenendo) che porterebbero alla soppressione forzata di una Festa ormai tradizionale per la nostra Repubblica.
  5. Credete davvero che i soldi spesi per la celebrazione del 66° anniversario della nostra Repubblica andranno a discapito dei soldi stanziati per gli aiuti ai terremotati? Ma per favore!

Infine (ma questo è un mio parere senza basi, in quanto non ho purtroppo trovato fonti a sostegno o meno della tesi, just so you know), credo che, se non tutti, almeno la maggior parte dei 2,6-2,9 milioni siano già stati stanziati e spesi (in fondo mancano solo quattro giorni all’evento). Che facciamo quindi? Li gettiamo al vento? Ci indignamo degli sprechi e poi siamo i primi a volerne? Pensiamoci bene prima di fare certi ragionamenti.

E anche i politici (da Vendola e Di Pietro) che cavalcano questa onda si vergognino! L’Italia deve rimanere unita nelle proprie tradizioni, nelle proprie celebrazioni, nella propria identità, data, sì, anche dalle uniformi che quotidianamente vediamo indossate dai cosiddetti servi dello Stato.

Quindi, se proprio vogliamo dire “NO!” a qualcosa, gridiamo “NO!” all’oblio della nostra Repubblica e “NO!” ad ulteriori sprechi in un simile momento.

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9 commenti

  1. I soldi ormai sono stati spesi! Non si può pretendere di annullare una manifestazione a nenche 3/4 giorni! Che vergogna. Quoto in tutto!


  2. Incredibilmente mi trovo d’accordo, almeno sul senso generale del post: possiamo discutere all’infinito sulla parata del 2 giugno, per esempio ci si potrebbe chiedere se far sfilare carri armati ed esercito abbia ancora un senso (o ne abbia mai avuto uno dal ’46 a oggi vedi art. 11 cost) ma poco importa di fatto quei soldi sono difficilmente recuperabili o già spesi.
    Certo c’è poco da festeggiare in questi giorni, se vogliono possono cancellare la parata, ma non mi si venga a dire che ai terremotati cambierebbe qualcosa. Questo è frutto del populismo che per la cronaca è conseguenza diretta della forma Repubblicana, facciamocene una ragione e non seguiamo le masse a prescindere che siano TT su twitter o sostenute da chi sa chi.


    • No infatti, non cambierebbe proprio nulla a loro. Grazie per il commento!


  3. Ognuno ha la sua opinione a riguardo. Le tesi che sostieni sono in parte giuste, ma, secondo me, se veramente bisogna mostrare la forza e la coesione del nostro Stato, è inutile fare gli “sboroni” sugli aerei e i cavalli… Io sposterei parte delle celebrazioni in emilia-romagna, trasformandole in una forma di “spalata”, non sfilata.


    • Ma a questo punto ogni anno si rischia di “sospenderla” per cause diverse. Anche perché ogni anno ce n’è una. Magari non di queste proporzioni, ma c’è sempre qualcosa che può rovinare le celebrazioni. Creare precedenti secondo me è troppo rischioso.


      • mmm… da un lato hai sicuramente ragione: in Italia (e in qualsiasi paese del mondo) c’è sempre un’emergenza. E sarebbe meglio prendere fondi tagliando gli sprechi di chi consuma il culo a montecitorio. Io infatti non dico annullare la parata né, come dice Napolitano, celebrarla “più sobriamente”. Fanculo la sobrietà, senza offese. Ma, secondo me, tutto questo avrebbe molto più significato se fosse celebrato in modo diverso. In fondo, sono finite le epoche in cui, per mostrare la forza virile, bisognava ostentare la propria potenza con aeroplani, cavalli e pomposità varie. Quindi, se io fossi un militare (impossibile, peace & love), andrei a sfilare con la pala in mano, non con lustrini & affini. Abbiamo opinioni diverse: w la democrazia 😉 questo è il bello. Mi spaventa un paese senza dibattito.


      • L’avevano fatta una parata con i militari che impugnavano pale anziché armi. Fu molto criticata. Voglio dire, ad ognuno il suo. Si chiamano “Forze Armate” proprio per quel motivo. Certo, il loro aiuto nelle situazioni di emergenza è altissimo (seppur spesso non sottolineato o ricordato), ma rimangono pur sempre militari.


      • bah io sono molto scettica a riguardo dell’armamento nazionale. E’ solo un’inculata che ci prendiamo dalle lobby delle armi. In ogni caso, ad ognuno le sue opinioni. Peace and Love, Marley



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