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Think different? Drogba, salvaci tu!

maggio 22, 2012

Non vorrei ora sembrare una persona acida, anche se un po’, ok, lo sono. Ma se anche voi pensaste come faccio io e rifletteste su quello che a noi gira intorno, allora sono sicuro che anche voi mi dareste tutti ragione, che acclamereste me e non altri idioti, e mi dedichereste applausi e non vuoti tweet di mero insulto gratuito. Pensare in maniera diversa (non fuori dagli schemi, ma fuori dalla massa) è un peccato in questa società 2.0. Anche se poi, certo, “Think different” è il motto di voi tutti ormai…

Vorrei fare una riflessione sui numerosi ed eclatanti fatti avvenuti nell’ultimo weekend in Italia e nel mondo. Un weekend per noi tragico, iniziato con lo scoppio di un ordigno davanti alla scuola Morvillo-Falcone, a Mesagne (BR), proseguito con il terremoto in Emilia e terminato con i ballottaggi per le elezioni comunali e la finale di Coppa Italia. Il tutto in una cornice globale che ci ha regalato la finale di Champions League, nuovi dati sullo spread ed un ennesimo vertice del G8.

Da dove la mia indignazione? Tralascerò la cronaca che tanto tutti ormai tristemente conosciamo. Mi concentrerò invece sulle reazioni ridicole scaturite da essa.

Partiamo da Mesagne. Scoppia una bomba, muore una ragazza. Per lo meno siamo in un Paese fortunato, un Paese di evasori che si indignano per l’evasione fiscale del fruttivendolo sotto casa, ma siamo anche il Paese dei procuratori antimafia 2.0, degli investigatori scelti dell’Arma dei Carabinieri e, all’occorrenza, degli addestratori più competenti delle unità cinofile delle nostre Forze dell’Ordine. O almeno, forse esagero a dire ciò, ma per lo meno su Twitter sono tutti così. Scoppia una bomba e tutti che gridano contro alla mafia, che è una vergogna e altre cazzatelle del genere. (Poi poco importa se la mafia per gli altri 364-365 giorni l’anno va bene e non dà fastidio) E meno male che ci sono questi espertoni, perché poi gli addetti ai lavori (quelli veri, non i tuttologi 2.0) hanno escluso immediatamente questa ridicola pista, portando le indagini su altri binari. E vabbè.
Ma gli opinion leaders sul Web sono terribili: o la pensi come loro o non sei nessuno. Poi non importa se sparano cazzate, urlare alla vergogna va sempre bene. Come andava bene ricoprire di insulti i politici giunti sul luogo dell’esplosione. Loro sì che vanno insultati. Non si sa perché, ma va fatto, no? E allora famolo! Almeno qualche retweet lo si guadagna.
E spariamo anche a zero su TgCom24, che ha mostrato le immagini della Comunione della povera Melissa Bassi. “Sporchi sciacalli”: così gli opinion leaders ci impongono di chiamare quei giornalisti. Infami giornalisti del nano malefico, insensibili alle disgrazie. Ma ci si dimentica forse dell’ANSA, dei suoi speciali sulla cameretta di Melissa: foto sbattute come prima notizia a poche ore dall’esplosione. Quelle vanno bene, non fanno scalpore. Il nemico è solo uno. Non va colpito l’errore, ma solo pochi prescelti tra quelli che lo commettono. Ipocrisia 2.0.

Continuiamo con il terremoto. Già girano tweet indignati di utenti che gridano il loro sdegno contro quei Vigili del Fuoco che sono impegnati nelle operazioni di recupero di beni artistici all’interno delle chiese delle zone colpite dal sisma. Siamo in trepidante attesa che lo sdegno raggiunga qualche autorevole ed illustre opinion leader che faccia poi indignare l’Italia intera davanti a quelle immagini. La stessa Italia che fa crociate nazionali a favore della cultura (solo quando vuole) e che voleva mandare al rogo l’ex Ministro Bondi in occasione di un crollo avvenuto a Pompei. Evidentemente c’è cultura e cultura, arte e arte. Fortuna che gli esperti del Beni Culturali presenti in gran numero su Twitter ci possono delucidare su quale bene è giusto salvare e quale no. Siamo un popolo fortunato!

Ora passiamo ad un tema un po’ più leggero: la finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli. Tutti siamo a conoscenza dei fattacci avvenuti prima dell’inizio della partita: i “tifosi” partenopei che fischiano l’Inno Nazionale. Va a tutti bene? No, non questa volta. Napoli fischia l’Italia, Napoli la disprezza. È questo il bel messaggio che si vuole far passare? Se a voi va bene così… Chi sono io per criticarvi? Non di certo un indignato juventino (indignato, ovviamente, solo dopo il triplice fischio, perché prima quegli insulti all’Inno facevano solo sorridere), incline solo ad insultare con un “Merda!” il portiere avversario ad ogni rinvio effettuato. Ma su questo tutto tace, nel mondo dell’ipocrisia in cui viviamo. Fischiare l’Inno è da ergastolo, insultare un italiano che fa il suo mestiere invece va bene. Ok.

Siamo un popolo di indignati. Indignati con lo Stato, dimenticandoci che lo Stato siamo noi, sempre dimentichi che lo Stato nasce sempre dal basso e non da imposizioni dall’alto (escluso l’attuale caso del Governo tecnico, sul quale preferisco non soffermarmi). Ci si indigna di tutto e di tutti, ma solo nelle piazze coi sampietrini allentati, oppure sui comodi cuscini del nostro divano. Nessuno (o quasi) che abbia le palle di rifare lo Stato dandosi da fare, ponendo una maledettissima X sulla scheda elettorale. Siamo un popolo di anarchici che si lamenta del caos. Bella roba. E intanto l’affluenza alle urne è ai minimi storici.

Chiudo con la situazione internazionale. Spread alle stelle, disoccupazione crescente, crisi sempre più nera in Europa che, trascinata dalla Grecia, sprofonda nel baratro portandosi dietro il mondo intero. Capi di Governo internazionali che si incontrano al G8 per parlare delle più importanti questioni economiche e non. Ma diciamocelo, il tutto è rimandabile per un gol di Drogba (vedi foto). Il mondo si ferma. Questo ci va bene? Sembra di sì, dato che nessuno s’è indignato. Chissà se fosse successo in Italia…

Continuate ad indignarvi contro tutto e tutti, mentre io m’indigno contro di voi, pecore schiave degli opinion leaders. Ma continuate a ripetere “Think different“, da bravi.

Didier salvaci tu ancora una volta, facci dimenticare ancora tutto questo!

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