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Come far raggiungere il quorum ad un referendum

giugno 13, 2011

Ci sono referendum che partono già “morti”, che ancor prima che si aprano le urne già sono condannati all’oblio della storia, non riuscendo in alcun modo (salvo miracolo divino) ad avere neppure la possibilità di raggiungere il quorum, ossia il 50% + 1 dei potenziali elettori. Quello del 2011 non è di certo tra quelli, ma il rischio l’ha corso eccome. In che modo quindi raggiungere quell’asticella? Facile: con l’inganno!

Non è di certo la prima volta che assistiamo impotenti a palesi inganni, bufale, mistificazioni e… brogli. Sì, brogli, perché è anche di questo che si sono serviti i promotori del referendum del 12 e 13 giugno 2011 per far sì che il quorum venisse raggiunto, com’è poi stato. Ma veniamo ora ad analizzare e raccontare come questo “miracolo” sia riuscito ad avverarsi.

  • Mistificare per vincere. La disinformazione è stata un elemento cruciale per questo referendum. In particolare i due quesiti sull’acqua erano troppo complessi per poter essere banalizzati con slogan mistificatori che facevano presagire un futuro nero per l’Italia in caso di non raggiungimento del quorum (o semplicemente una non vittoria del ). Ricordate lo slogan “Sì per l’acqua bene comune“? Ebbene, era uno slogan semplicista che non rispecchiava la realtà, ma ha fatto suscitare un sentimento di paura nell’animo degli elettori. Peccato che non fosse in discussione la proprietà dell’acqua. Ma questo, ovviamente, non si voleva far sapere.
  • Falsificare per vincere – Parte I. Questa non s’era (a mio parere) mai vista. Il popolo del ha iniziato ad una certa ora del 12 giugno (parecchie ore prima della chiusura dei seggi della prima giornata referendaria) a far girare una mail firmata “Direttivo Popolo delle Libertà di Roma” in cui si invitava tutti i militanti del PdL a recarsi alle urne per votare NO in quanto il quorum era vicino. Ovviamente si trattava di un falso per far sì che anche chi aveva deciso, per coerenza politica, di non recarsi a votare fosse invogliato a farlo, facendo così raggiungere più facilmente il quorum. A lato trovate la foto della mail che è stata ripresa dalla maggior parte delle pagine di sinistra presenti su Facebook (fate click sull’immagine per ingrandirla in una nuova scheda). La notizia della diffusione di questa (fasulla) e-mail ha fatto il giro del Web ed è stata ripresa anche da alcuni telegiornali nazionali, per lo più privati. Il sito di Sky Tg24 riporta così la notizia sul proprio sito internet. Se questo è un modo corretto di fare democrazia…
  • Falsificare per vincere – Parte II. Sempre sul livello precedente come bassezza, ma più grave per la forma è quel che è avvenuto nel napoletano. Alcuni simpatici burloni pro-referendum hanno, a pochi giorni o ore dal voto, affisso diversi manifesti per le vie della città. Il manifesto è in tutto e per tutto identico a quelli utilizzati dal PdL ed è firmato appunto dai rappresentanti locali del partito. Peccato che anche in questo caso il tutto sia completamente falso. Russo, deputato del PdL, precisa: «È uno scherzo anche macabro perché Enzo De Lucia, il cui nome compare sui poster, riversa il difficili condizioni di salute. Enzo è amatissimo a Nola, non so chi possa avergli tirato un colpo simile». Chissà se la magistratura ci vorrà vedere chiaro oppure no. Io spero di sì, perché sarebbe giusto che prendesse decisi provvedimenti. (Anche qui, fate click sull’immagine per ingrandirla in una nuova scheda)
  • Ingannare per vincere. Propongo qui una conversazione che è avvenuta realmente in alcuni (numerosi?) seggi elettorali italiani. Si vuole solo riportare il concetto, non le parole esatte. Per semplificare diremo che X è il votante e Yl’addetto al seggio, colui o colei che consegna le schede elettorali.X: Buongiorno. Vorrei votare per il nucleare.
    Y: Mi spiace, è impossibile votare solo per un unico quesito. Se vuole votare deve farlo per tutti e quattro assieme. Ora, dal momento che l’elettore in causa era informato, dopo alcuni concitati minuti la signora Y si è ricreduta, grazie anche all’intervento del presidente del seggio e alla lettura del regolamento referendario. Ma io mi chiedo, dal momento che il nostro mister X era un elettore informato, quanta gente è stata “gabbata” in questo modo, costretta a votare anche per quesiti su cui non s’era minimamente informata? Quanti voti sono stati erroneamente espressi a causa della “buona fede” di tutte le signore e i signori Y presenti sul territorio nazionale? Queste operazioni sono da considerarsi brogli elettorali. Non ci credete? Ecco di seguito due definizioni, tratte una da Wikipedia e l’altra dal Corriere della Sera (sezione dizionari):Wikipedia– Sono brogli elettorali tutte quelle operazioni illecite di manipolazioni del voto che tendono a falsare una consultazione elettorale.Corriere della Sera – Broglio: manomissione di risultati elettorali.

Se questi sono modi leciti per far raggiungere il quorum ad un referendum allora la democrazia è tutto fuorché la forma perfetta di Stato. La Magistratura dovrà ora fare la sua parte. Sempre che esista ancora una Magistratura non faziosa che guarda alla Giustizia come un girasole guarda la nostra stella.

POST SCRIPTUM:

Ci sono giornalisti (o pseudo tali) che, a parti inverse, avrebbero riempito le nostre homepages di Twitter, Facebook, YouTube, avrebbero fatto lunghissimi monologhi nei telegiornali e negli imparzialissimi programmi di approfondimento politico firmati RAI e avrebbero riversato interi fiumi di inchiostro sulle pagine dei principali quotidiani nazionali per gridare allo scandalo anche per un’altra cosa rispetto alle quattro già sopra citate.

  • Saziare per vincere. Come forse avrete avuto modo di leggere in questi giorni (e come ci ricorda il gentilissimo e attentissimo lettore, P., – che ringrazio – in un suo commento) si è utilizzato un altro metodo per invogliare la gente ad andare a votare, per far sì che il referendum raggiungesse il quorum tanto agoniato. Circoli del PD in tutta Italia hanno promosso una campagna chiamata “Una colazione da battiquorum”. Qui a fianco trovate la foto di uno dei volantini fatti girare evidentemente in qualche remota località italiana colpita da una forte carestia. Chissà. L’immagine è tratta dal blog Daw. Se cercate la notizia riportata da altre fonti vi consiglio di andare su Google e fare poche e semplici ricerche (o più comodamente fate click qui). In altri ambiti e a parti inverse questo sarebbe stato chiamato “voto di scambio”. Come funziona? Tu fai una cosa per me e io do qualcosa a te. Se ci pensiamo è una cosa un po’ mafiosa, che ha ben poco a che vedere con la democrazia. E non stiamo parlando di favori tra buoni vicini di casa.

Altre iniziative analoghe segnalatemi sono:

  • Ombrellone e sdraio gratis se voti al referendum (link)
  • Pizza omaggio se voti al referendum (link)
  • Ingresso gratuito ad Edenlandia se voti al referendum (link)
  • Sconto sui fumetti se voti al referendum (link)

Tutti voti di scambio. Tutti leciti e che non suscitano né scalpore né scandalo alcuno. Per forza, sono rossi!

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18 commenti

  1. molto interessante…e purtroppo vero!


  2. Quante boiate


    • Sono documentate con immagini.


  3. ahahahahah mai sei ridicolo!!!!!!!! mamma mia quanto l’avete presa male ahahahha… dai regà seriamente lo dico per voi… fate i seri non potete scrive ste cose so da denuncia e poi vi fate ridere addosso…


    • Come puoi ben vedere sono cose testimoniate, quindi non infrango proprio nessuna legge (ergo non sono da denuncia). A meno che con me non vuoi trascinare anche Repubblica.it e Sky Tg24. Scusate se ho messo le fonti e reso il tutto attendibile. La prossima volta non le citerò come fate voi e mistificherò il tutto.


  4. Incuriosito da questo post, ho dato una sbirciata anche ai precedenti. Tutto molto inquietante.


    • Inquietante vedere testimoniate (con foto e agenzie di stampa) le cose che dico. Non sono storielle campate per aria.


  5. anche sul referendum il pdl dovrà fare una pacata riflessione. Per intanto però pigliatevela in culo


    • Fosse stato un referendum politico ti darei ragione, ma visto che non lo era direi che il linguaggio scurrile si poteva evitare.


  6. Ottimo articolo.

    Se mi permetti un consiglio, ti suggerirei di aggiungere anche come sono stati comprati i voti con le iniziative tipo:

    – Se voti ombrellone e sdraio gratis
    – Se voti una pizza omaggio
    – Se voti entri gratis ad Edenlandia
    – Se voti hai uno sconto sui fumetti

    E cose di questo tipo, che puoi facilmente documentare con gli articoli su internet.

    Grazie.


    • Hai assolutamente ragione! Il cosiddetto “voto di scambio” è illegale in Italia ed in ogni democrazia, ma ovviamente c’è chi chiuderà un occhio, almeno in questo caso. Ti ringrazio per le belle parole e per il tuo commento 🙂


      • Prego 🙂

        C’è speranza di vedere una “seconda versione” del tuo articolo con la parte da me suggerita magari argomentata con link e foto?

        L’apprezzerei molto 🙂


      • Fatto 😉


  7. Bah… qualcosa di vero c’è pure ma ci sarebbero riflessioni da fare.

    1) Quello per l’acqua, appunto, era uno slogan. Sicuramente è comunicazione incompleta, forse parziale (vero che tecnicamente la proprietà dell’acqua non era in discussione, ma il suo costo lo era eccome), ma da qui a definirlo broglio ce ne passa.
    2) Visto anche io il fatto delle mail e dei manifesti: alla prima non ci ero cascato, alla seconda sì (pensavo a qualche dissidente locale) e in totale buona fede l’ho fatta girare. Ora… se lo scherzo di un cretino deve invalidare una consultazione elettorale basta dirlo: faccio annullare tutte le elezioni da qui al 2050.
    3) Me cojoni… le iniziative che hai citato sarebbero “voto di scambio”? E Berlusconi che promette di fare di Milano una “no-tax area” e di non demolire le case abusive a Napoli per cercare di rovesciare il verdetto dei primi turni… allora che cos’è? Filantropia? Attenzione a parlare della pagliuzza senza considerare la trave.
    4) Ovviamente non può essere uno scrutatore ignorante, eh? Ho amici che han fatto i presidenti di seggio e se sapessi quello che mi raccontano. E poi quanti seggi? Dove? Quando? E perché non sono state fatte denunce specifiche? I rappresentanti di lista dormivano?
    5) Last, but not least… visto che dici che non era un referendum politico e che far votare la gente serviva solo a raggiungere il quorum, non a far vincere il SI o il NO, allora di che brogli parliamo? Brogli contro chi? Contro il Pdl? Ah, ma allora era un referendum politico o no? 🙂

    Un consiglio… a mio avviso argomenti anche bene ma si vede che sei in preda all’incazzatura da referendum perché a mio avviso hai espresso visioni parzialissime (è la mia opinione, sono lieto di ascoltare ogni eventuale replica). Così facendo dai l’impressione di “rosicare” e la logica reazione di chi, come me, era per il SI, porta a post come questi…

    http://sonounitagliano.wordpress.com/2011/06/13/dopo-quorum-guida-michelin-ai-castori/

    Su… vincete quasi sempre da dieci anni, se un paio di volte perdete fatevene una ragione. E non prendetela così seriamente la politica… ha smesso di essere una cosa seria da decenni. 😉


    • Ti ringrazio innanzitutto per il tono pacato del tuo commento, a differenza di altri. Ti vado a rispondere punto per punto, sperando così di non tralasciare nulla.

      1) Non ho definito “broglio” lo slogan sull’acqua. Il broglio è nel quarto punto del mio post. Inoltre le bollette dell’acqua dovranno necessariamente aumentare in quanto lo Stato dovrà per forza reperire da qualche parte i miliardi di euro che servono per risistemare il sistema idrico.
      2) Stavo semplicemente parlando di questa consultazione referendaria specifica 😉
      3) Esiste differenza tra il voto di scambio e le promesse elettorali. Ora non sto qui a spiegarlo, ma mi sembra abbastanza chiaro.
      4) Ti cito l’Art. 1147 del CC: “È possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere l’altrui diritto. La buona fede non giova se l’ignoranza dipende da colpa grave”. La colpa, in questo caso, è gravissima, in quanto ha in qualche modo alterato una consultazione referendaria. Dove fossero gli altri non lo so, ma quando la questione è stata approfondita, per quanto mi è stato riferito, sono intervenuti tutti. Direi le stesse cose anche se fosse avvenuto a parti inverse.
      5) Non era un referendum politico, ma la maggior parte di coloro che sono andati al voto l’ha interpretato in quel modo. Quindi, a mio parere, oggettivamente non era un referendum politico, ma soggettivamente, per molti, lo è stato. Per questo c’è stato così tanto entusiasmo da parte di certe persone: non tanto perché fossero contrari alla cosiddetta acqua privata, al nucleare o (meno probabile) al legittimo impedimento, ma perché la vedevano come un’occasione per far cadere il “tiranno”. Questa è una mia opinione, ma penso che non si scosti troppo dalla realtà.

      Ti ringrazio nuovamente per il commento (lungo e dettagliato) e per le parole finalmente e piacevolmente civili che hai utilizzato. Questo è il confronto che dovrebbe esserci! 🙂


      • Beh, solo qualche controriflessione:

        3) Tecnicamente forse sì, praticamente era un tentativo di “comprare” qualche voto, dai… e comunque come voto di scambio mi sembra deboluccio, non credo che gli indecisi si siano smossi per un panino.
        4) Senza dubbio come colpa è grave, da qui a dire che abbia alterato la consultazione referendaria però ce ne passa: non credo che il 5% degli elettori sia stato costretto a votare tutto. Resta il fatto che, in assenza di denunce specifiche, non è possibile punire i singoli, che siano incompetenti o “sabotatori”.

        Inoltre mi resta sempre un dubbio: se il Pdl dà libertà di voto perché sente il quorum nell’aria e non vuole esporsi invitando all’astensione, perché poi si lamenta di chi invita semplicemente ad andare a votare? Non mi pare che sugli stabilimenti abbiano dato i panini solo a chi ha votato sì e, in fondo, ad ogni elezione politica tutti i candidati ci fracassano i maroni col fatto che votare è un “diritto-dovere”. Se io alle prossime politiche mi mettessi fuori un seggio e regalassi cento euro a chiunque dimostra di aver votato cosa mi direbbero, che voglio sabotare le elezioni o che sono semplicemente un pirla che butta i soldi? 😉

        Scusa se allungo la discussione ma sai, francamente non vorrei che si cadesse nella logica “Se vinciamo è merito nostro, se perdiamo è colpa dell’arbitro” come nel 2006.

        Un saluto,
        Sergio


      • Le idee espresse sono mie, non di qualche partito. Io non ho la tessera di alcun partito né ho intenzione di farnela. Quello che scrivo in questo blog sono sempre opinioni personali.


  8. Pardonnez moi, allora… è che le tue considerazioni le ho già viste proposte da molti sostenitori del Pdl e a volte vado un po’ in automatico. 😉



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