h1

La Milano che non vorrei

maggio 20, 2011

Facendo una veloce, ma non superficiale overview del programma elettorale del candidato sindaco della sinistra, Giuliano Pisapia, mi sono imbattuto in certi punti che non solo non mi hanno convinto, ma anche mi hanno un po’ inquietato. Ho immaginato una Milano diversa, molto più confusa, confusionaria, non una grande città europea “secondaria” (in quanto non capitale) come Monaco in Germania o Barcellona in Spagna. Ho visto una città in cui la sera non si può viaggiare sereni sui tram o sugli autobus. Una città che non offre più sicurezza nemmeno nelle aree più affollate del centro. Una città dove si è costretti a fare lo slalom, non come a Napoli tra la spazzatura, ma tra le tende dei Rom, invitati a bivaccare dove meglio gli aggrada. Ho visto una città dove una moschea fa impallidire una cattedrale storica.
Ho visto una Milano non più mia.

Sfogliando con ordine il programma elettorale di 33 pagine del candidato della sinistra ho evidenziato alcuni punti che ritengo utili essere portati a conoscenza di tutti i milanesi, che evidentemente sono ignari dei cambiamenti che un voto al candidato del Pd potrebbe apportare alla città meneghina.

Partendo dalla questione viabilità, mentre dall’altra parte la Moratti pensa all’abolizione dell’Ecopass, Pisapia cosa vuole fare? Introdurre un pedaggio di congestione, come spiega a pagina 13:

Bisogna ridurre la congestione e l’uso dell’auto privata in città attraverso un mix di interventi: pedaggio di congestione, isole ecologiche, regolamentazione della sosta e suo rispetto, integrazione tra parcheggi e car sharing, eco-logistica merci, rete diffusa della ciclabilità.

Per la cronaca, il pedaggio di congestione è una forma di pedaggio che viene imposto a tutte le auto che hanno intenzione di entrare nel territorio comunale, indipendentemente dalla loro cilindrata. Questa forma di pedaggio è stata già introdotta a Londra e Stoccolma.

In tema di immigrazione la via da seguire sembra chiara: ad ogni straniero che verrà a vivere a Milano sarà riconosciuto il diritto di voto. Insomma, gli immigrati saranno identici davanti agli italiani, pur non avendo una conoscenza sufficiente della storia, delle tradizioni e delle vere necessità del capoluogo lombardo.  Pisapia lo scrive chiaramente nero su bianco a pagina 23:

Per coinvolgere gli stranieri nelle decisioni politiche della città è fondamentale riconoscere il diritto di voto. Per i referendum e le altre consultazioni comunali, tale diritto può essere introdotto con una semplice modifica dello Statuto.

Per rincarare la dose, ecco cosa scrive Pisapia a pagina 27:

Riteniamo che la realizzazione di un grande centro di cultura islamica che comprenda, oltre alla moschea, spazi di incontro e aggregazione, possa essere una grande opportunità culturale per Milano.

Per quanto riguarda invece il problema dei Rom, la soluzione alla loro collocazione sembra facile, almeno continuando a leggere il programma di Pisapia sempre a pagina 27:

Anche nei confronti dei Rom è possibile affrontare il problema della casa – guardando per esempio alle esperienze di autocostruzione; facilitare attività legali di artigianato e intrattenimento musicale, impegnarsi per la frequenza dei bambini a scuola e preparare l’uscita dalla esperienza comunque negativa dei campi.

Ergo, i campi Rom non sono una bella cosa, ma ne incentiveremo la costruzione abusiva.

Posti i problemi e le tematiche riguardanti immigrati di diverse tradizioni e culture, Pisapia ci rassicura, sempre a pagina 27, su come il Comune (con lui al potere) intenderà tutelare la sicurezza dei milanesi:

Vanno ridefiniti i compiti della Polizia Locale, sgravandola da tutti i compiti di pubblica sicurezza che le sono stati attribuiti in questi ultimi anni.

Riassumiamo ora in pochi semplici e schietti punti i disastri che il programma di Pisapia, se attuato, apporterà alla città di Milano:

  • Introduzione di una tassa per entrare in città con una qualsiasi automobile
  • Voto agli immigrati
  • Costruzione di una grande moschea e di un centro culturale islamico
  • Incentivazione della costruzione abusiva di campi Rom in zone casuali della città
  • Depotenziamento delle forze di sicurezza

È questa la Milano che vuoi?

Annunci

3 commenti

  1. Mi sento male a leggerlo! Non sono ne milanese, ne di Milano e sto male per voi! Purtroppo è quasi certo che buona parte degli elettori che lo hanno votato non hanno la minima idea di quello che sia il suo programma.


    • Hai ragione: secondo me in pochi sono arrivati a leggere fino a pagina 27. Magari è questo che gli ha fatto prendere così tanti voti. L’avesse messo a pagina 5 forse Milano non sarebbe andata al ballottaggio.


  2. Non per dire Ste ma mi sembra che la Milano che descrivi tu all’inizio sia esattamente quella che viene da 5 anni di Moratti…
    Senza contare che almeno i punti riguardanti la polizia e l’ecopass sono SACROSANTI, con la differenza che invece di 2 euro per entrare a Milano dovrebbero chiederne 30 o 40, allora si che gli euro 0 e gli altri scassoni non entrerebbero più in città!
    Per quanto riguarda musulmani e rom, il problema penso sia puro pregiudizio verso un programma alternativo che potrebbe rivelarsi vincente, che ne sai? Non vedo nulla di TERRIFICANTE in quanto ho letto in queste righe riportate, di sicuro non si può andare avanti a “sgombrare” i rom per poi vederseli tranquillamente ritornare dove stavano la settimana dopo..



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: