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Studenti, donne e Silvia

novembre 25, 2010

"Gandhiani" 2010 oggi in protesta a Roma

Come mi pare sia chiaro a tutti, oggi è stato un altro giorno di protesta degli studenti contro la cosiddetta riforma Gelmini. I dati sul fronte delle partecipazioni sono, come sempre, contrastanti, ma quella di oggi non è sicuramente stata una giornata di grande affluenza di manifestanti nelle piazze. Fortunatamente non si sono verificati episodi di feroce violenza come l’attacco al Senato (il “tempio della Costituzione” secondo qualcuno) avvenuto ieri.

Altro dato importante è che oggi è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne promossa dal 1999 da un’iniziativa delle Nazioni Unite.

Ora vorrei legare le due cose e chiamare in causa anche questa Silvia menzionata nel titolo. Chi è Silvia? Silvia (di cui non rivelerò il cognome per ovvi motivi) è una lavoratrice italiana che lavora a Roma, precisamente alla Camera dei Deputati, pur non essendo una parlamentare. Ebbene Silvia questa mattina, come sempre, ha tentato di recarsi al lavoro. Arrivata in Piazza del Parlamento, dirigendosi verso Montecitorio, ecco che la nostra buona Silvia viene calorosamente accolta dagli studenti in rivolta, coloro che hanno a cuore le sorti dell’Italia e che quindi apprezzano il lavoro altrui volto ad un bene superiore e comune. No scusate, qui ho agito un po’ di fantasia e mi sono lasciato trasportare. Forse è quello che Silvia sperava, o forse no, perché Silvia non è una sprovveduta, lavora pur sempre alla Camera, non chissà dove. Ecco che la nostra eroina, pian piano, oggi un po’ intimorita, come ogni mattina si dirige verso il suo luogo di lavoro quando uno, due, tre uova le piombano addosso. «Oggi mi sono presa tre uova e una marea di insulti, ovviamente tutti di natura sessuale». La vicenda viene spiegata dalle sue stesse parole: «Mi stavo facendo i fatti miei. Ho fatto anche il giro largo per evitare casini (non il politico, per franchezza ndr), ero a 10 metri dall’ingresso dei gruppi alla Camera e ho sentito urlare “puttana!”, ho alzato lo sguardo, stavo leggendo un fascicolo, e mi hanno tirato le uova. La sicurezza ha visto la scena ed è uscita subito per scortarmi dentro».
Ma come? Quegli studenti che fieri si elevano a paladini della democrazia, dei diritti, della parità di sessi, di religioni e di etnie, coloro che dicono di essere il futuro, di non essere ancorati al passato si comportano così? È questo il futuro? Sono questi gli ideali che tanto sbandierano e nel contempo tanto calpestano?

Questo è un fatto di cronaca, signori: oggi, 25 novembre 2010, nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una donna è stata aggredita fisicamente e verbalmente da un gruppo di “studenti”.

Ditemi voi se possiamo dirci nel 2010. Personalmente vorrei, con grande ironia, fare mille complimenti per la loro coerenza e non-violenza a questi teppisti organizzati e manovrati travestiti da studenti. Chissà Gandhi quanto sarebbe felice e fiero vedendo un simile scempio compiuto dal nostro “futuro”!
Un futuro che, con questi giovani protagonisti, si prospetta più buio del passato.

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9 commenti

  1. Mi complimento per l’ottimo articolo. 🙂 Un altro dei pochi che ha saputo discernere il “merito” dal “metodo” e capire che una protesta così di civile non ha nulla. Ne ho parlato anche io, se vuoi fai un salto: http://andrealazzarotto.com/2010/12/01/giornata-di-delinquenza/


    • Grazie mille! 🙂
      Mi rammarica un po’ sapere che siamo davvero in pochi a pensare “fuori dal coro”, senza lasciarci trascinare dai soliti qualunquismi giovanili, tipici della maggior parte dei blog in auge. Eppure non ci autodefiniamo “controcorrente”, perché è questo il vero modo di fare giornalismo: citare notizie che vengono taciute da altri perbenisti, ma per dovere di cronaca, non per ripicca.


  2. Naturalmente episodi del genere sono brutti e da condannare, non fa parte del manifestare ma fa parte del fare casino.
    Si cade però ovviamente nel facile tranello della generalizzazione che comunque non risolve i problemi scatenanti delle manifestazioni.
    Vorrei sapere se invece questo è un buon modo per celebrare la giornata contro la violenza sulle donne:
    http://isolavirtuale.tumblr.com/post/1694494972/vumiss-giornata-mondiale-contro-la-violenza


    • Parli a me di generalizzazione e poi salti fuori con una foto atta palesemente a infangare l’ottima reputazione dell’intera Arma. Mi sembra che in quel tranello della generalizzazione ci sia finito tu, oppure tenti di attuarlo.
      Ovvio, è da condannare il singolo gesto, ma non puoi assolutamente paragonare le due cose. Se noti tutte le proteste delle scorse settimane sono state caratterizzate da episodi di violenza studentesca e vandalismi vari. Le Forze dell’ordine spesso subiscono solo insulti e varie sassaiole, senza reagire, com’è dato loro ordine. Certo che se poi hanno la possibilità di dare indietro anche solo una minima parte di quel che ricevono allora lo fanno. Ma i provocatori negli scontri non sono loro, ma i finti studenti.
      Per portare un esempio concreto ti cito la protesta avvenuta a Bologna: in ogni video si sente distintamente che prima della carica della Polizia (o dei Carabinieri, non ricordo) venivano lanciati in abbondanza sassi e bottiglie contro le Forze dell’ordine.
      Direi che non è questo il modo di cambiare il mondo, nemmeno tentando di scaricare le colpe su chi di colpe non ne ha.


      • Ho capito quindi se si generalizza in un verso va bene, nell’altro invece è sbagliato.
        In ogni caso io non ho generalizzato, come hai fatto te ho portato a galla un esempio da condannare, perchè quella non è una carica normale, non ci sono celerini in prima fila, non vedo grossi pericoli per gli agenti. Vedo una ragazza che cade e un carabiniere con la faccia incazzata che la pesta. Esempi simili, se non peggiori, ce ne sono molti (cariche contro studenti con quaderni in mano).
        Una risposta intelligente da parte tua ne avrebbe preso atto.

        Saluti.


    • Dalla foto non si può capire chi ha attaccato per primo. Se è stato il carabiniere dev’essere degradato immediatamente perché non rispecchia ciò che è l’arma. Se è stata la ragazza allora potrebbe semplicemente essersi difeso. Le foto, come le parole, prese fuori dal contesto a volte ingannano e possono essere abusate. 😉


  3. monossido :

    Ho capito quindi se si generalizza in un verso va bene, nell’altro invece è sbagliato.
    In ogni caso io non ho generalizzato, come hai fatto te ho portato a galla un esempio da condannare, perchè quella non è una carica normale, non ci sono celerini in prima fila, non vedo grossi pericoli per gli agenti. Vedo una ragazza che cade e un carabiniere con la faccia incazzata che la pesta. Esempi simili, se non peggiori, ce ne sono molti (cariche contro studenti con quaderni in mano).
    Una risposta intelligente da parte tua ne avrebbe preso atto.

    Saluti.

    Guarda che potrei rigirarti contro ogni cosa che mi dici: anche tu giustifichi una generalizzazione e ne condanni un’altra, non crederti superiore.
    E ragiona un po’: a Roma, davanti ad ogni palazzo governativo, ci sono quotidianamente proteste e cortei, anche minori. Tu senti mai una notizia, su giornali o blog, che citi di scontri con le Forze dell’ordine? No! E sai perché? Perché quella gente, a differenza degli “studenti”, sa protestare in modo civile e sempre rispettoso di leggi e regole. Non si mettono a fare cortei non autorizzati, non tentano di sfondare i cordoni di sicurezza, ma rispettano i patti raggiunti con la Prefettura. Non è un libro che rende un delinquente uno studente. Se le proteste studentesche avessero avuto un carattere più civile stai pur certo che non ci sarebbe stato bisogno per la Polizia di intervenire. E invece no! Cosa fanno gli “studenti” (virgolette d’obbligo)? Attaccano il Senato, vandalizzano le città, cercano lo scontro fisico per poi mascherarsi da vittime.
    Questo, sia chiaro, non vale per gli studenti veri, che certe azioni non le compiono e infatti non vengono manganellati. Ha lo scontro chi lo cerca.


    • No… mi stai attribuendo parole che non ho detto, ho chiesto appunto di non generalizzare e io cerco di non farlo.
      Ci saranno sicuramente studenti violenti, come poliziotti violenti, studenti che manifestano civilmente, poliziotti che fanno il loro lavoro per mantenere l’ordine.
      Come abbiamo visto mele marce ci sono in entrambi i fronti, chiedo solo che venga preso atto di questo.

      Che poi il fatto che ci siano scontri sia un fallimento della società intera è un altro paio di maniche…


      • Con la piccola differenza che per ogni poliziotto che esagera ce n’è almeno un altro pronto a tirarlo indietro (come nella foto da te mostrata), mentre per ogni facinoroso che si esalta nella barbarie ce ne sono almeno dieci altri pronti a incitarlo ad una violenza ancora maggiore.
        Sull’ultima frase, invece, mi trovi perfettamente d’accordo.



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