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Vieni via con me – Prima puntata

novembre 9, 2010

Davvero lo devo dire: meno male che ieri c’era Benigni! Sì, perché il resto della puntata di Vieni via con me mi è sembrato una farsa, un gioco di maschere che venivano tolte e messe a seconda del momento. Nichi Vendola che si toglie la maschera del politico per mettere quella da paladino dei gay solo perché davanti a Saviano non poteva fare una bella figura. Lo scrittore che all’entrata di Nichi si toglie la maschera di paladino antimafia per indossare quella dell’attento spettatore. Non so a voi, ma a me la cosa è sembrata un po’ strana.


Vendola non è quel Governatore che ha messo sulle poltrone più alte della Puglia persone che poi sono state giudicate dalla magistratura come vicine alla mafia? Saviano non è quello scrittore che si batte contro la mafia e critica tutti? Ma allora, chi erano quei due che stavano sul palco di Rai3?

Ma poi vogliamo parlare dell’elenco dei sinonimi della parola “gay”? Recitata con enfasi teatrale in ben due microfoni, Vendola tralascia il fatto che molti di quegli aggettivi non siano sinonimi, ma sono denominazioni particolari. “Checca isterica” per esempio non è un sinonimo di gay. Vendola è gay, ma non lo si può definire una checca isterica. Se proprio vogliamo portare un esempio famoso di checca citiamo Maicol, uno dei concorrenti del Grande Fratello della scorsa stagione. Poi per dirla tutta, il Nichi nazionale s’è scordato di “cula”, che è molto usato al Nord. Almeno azzeccarli tutti leggendoli…
La frase finale strappa applausi e strappa lacrime mi ha lasciato un po’ perplesso. Rispondendo a Berlusconi sull’estemporanea battuta “meglio guardare le belle ragazze che essere gay” Vendola risponde “meglio essere felici”. Applausi, standing ovation, bandiere arcobaleno sventolate a non finire. Certo che avendo avuto a disposizione giorni e giorni per pensare ad una risposta, poteva trovarne anche una migliore. Analizzandola grammaticalmente infatti gli si rivolta un po’ contro. «Meglio essere felici». Rispetto a cosa? Visto il parallelo la frase completa sembrerebbe essere “meglio essere felici che essere gay”. Dubito che volesse dire una simile cosa, ma almeno se si deve imparare a memoria qualcosa, si impari qualcosa di sensato.

Ripeto infine la frase iniziale: meno male che ieri c’era Benigni! Lui sì che era l’unico a meritare gli applausi ricevuti. L’unico che non ha dovuto indossare maschere per ottenere approvazione a comando. L’unico che rimanendo se stesso ha cambiato il pubblico. Comico al massimo, critico, ma non arrogante. C’è davvero da imparare da una persona così, che sa far riflettere ridendo, senza attirarsi le antipatie generali come qualche altro comico mancato diventato poi giornalista. La canzone stile jazz cantata alla fine non è nient’altro che la riproposizione di una che aveva già cantato dodici anni fa. Peccato per la voce un pochino fiacca, ma Benigni è Benigni. Gli devo fare i miei complimenti, quella canzone è davvero splendida!

Nonostante tutto sembra essere stata una bella puntata e mi fa piacere che abbia battuto quello schifo di Grande Fratello. Spero che anche la seconda puntata venga messa su YouTube, così me la potrò godere anch’io, anche se un po’ in differita.

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4 commenti

  1. Dissento. Vendola ha reagito con una dignità e una serietà davvero poco comuni nella cultura della sinistra italiana a delle accuse infamanti di un uomo, il PdCdMdRI, che può tutto fuorché dare lezioni di moralità o insultare la numerosa e legittima componente gay del nostro Paese.

    Saviano non mi piace, ha sfruttato l’onda mediatica della Camorra per benefici personali, ma ieri ha parlato del Sistema Italia che affonda nella melma, nel fango più totale, ed ha ragione. Tu vivi in Inghilterra, non vivi, allo stato attuale delle cose, la disperazione e la delusione sociale sempre più palpabile. Chi fino a ieri tifava Berlusconi ora lo impiccherebbe (me too), il risentimento cresce, l’insofferenza aumenta, le condizioni socio-economiche sono ridicole per la 7° economia mondiale.

    Ieri, però, si è acceso un lumicino di speranza. La speranza che si possa tornare al cielo sereno, alla rinascita della povera signora Repubblica, in coma, profondo coma dal quale rischia di non riprendersi più. E su questo, mi dispiace, non puoi dire che non ho ragione.


    • 1. Berlusconi non ha accusato nessuno, la sua era una battuta, non una filippica di ore contro gli omosessuali. Se non si prendono le cose per quel che sono allora sì che il tutto viene strumentalizzato.

      2. Se rileggi l’articolo vedrai che di Saviano non ho praticamente detto nulla, quindi non puoi basare la tua tesi su quel che non ho detto.

      3. Non mi pare che l’Italia sia sull’orlo di una guerra civile, quindi direi che si possono già calmare i toni.

      4. Il lumicino di speranza è sempre acceso, vedi le mille e mille puntate di Annozero o Ballarò. Il confronto c’è, ma se si vuole davvero aiutare la Repubblica allora il discorso bisogna spostarlo dalle piazze al Parlamento. Troppo facile la demagogia da comizi per le strade, che l’opposizione faccia l’opposizione, ma in Parlamento!


  2. Aelthas,
    smetti di parlare di politica.
    Non ti riesce bene… E inoltre non vale la pena avvelenarsi così tanto la vita per una trasmissione!


    • Tranquillo, non mi avveleno per così poco. Besides, non traspare un minimo d’ira nell’articolo, quindi che dici?
      Ma poi l’hai letto fino in fondo il post o che? Uno che si avvelena la vita per queste cose secondo te scriverebbe quell’ultima frase? Non direi.



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