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Le trattative ufficiose di Karzai: uno schiaffo ai nostri caduti

ottobre 13, 2010
Attenzione! Il seguente articolo tratta di temi di attualità e le cose scritte sono basate su mie opinioni personali, non vogliono avere la parvenza di dogmi né essere arroganti critiche nei confronti di forze e poteri che molto spesso sono troppo grandi per essere veramente compresi.

Il Presidente della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, Hamid Karzai, ha da pochi giorni confermato ricorrenti voci su trattative del governo afghano con i talebani, precisando che sono “solo colloqui personali non ufficiali” che vanno avanti da qualche tempo. Lo scopo? Come dice Karzai stesso, questi contatti sono per trovare un accordo sulla pace in Afghanistan, Paese martoriato da una guerra e da un periodo post-bellico devastanti, il tutto iniziato nove anni fa, esattamente il 7 ottobre 2001. Ora, vogliamo davvero credere alle parole del leader afghano? Io non sono proprio un esperto di politica estera, ma vedendo che già in tutto il mondo occidentale serpeggia il male della corruzione, non oso immaginare cosa accada in oriente, specialmente in un Paese occupato militarmente da forze straniere e dove almeno il 90% degli affari avviene in modo a dir poco oscuro.

Quanto ci si può fidare dei talebani? Non molto direi, si sono sempre rivelati per quel che sono: un gruppo organizzato di terroristi che, fino al 2001, era addirittura al potere. Non mi pare molto credibile che ora questi signori trattino con Karzai per un cessate il fuoco incondizionato, lasciando nelle mani del “neo” governo democratico tutto il controllo sull’Afghanistan. Se facessero così è come se dicessero più o meno: ok Stati Uniti, avete vinto, qui ora c’è pace e democrazia, ci si vede! No, non direi proprio. Immagino piuttosto che in queste trattative ci sia uno scambio di mazzette particolarmente sporco. Quindi le alternative in questo caso mi sembrano due: o il governo afghano sta “comprando” i terroristi arricchendoli con soldi che non potranno che essere riutilizzati da Al Quaeda in altre regioni a rischio (vedi Iraq) e, chissà, magari pure nella preparazione di una serie di attentati per destabilizzare regioni in bilico tra Oriente e Occidente (vedi Libia, Egitto e Turchia), oppure i talebani stanno semplicemente riconquistando delle poltrone all’interno della fragile repubblica afghana per poter fare i propri comodi all’interno del Paese, proprio come avveniva prima del 2001.

Ma in questo caso Obama perché non rilascia dichiarazioni? Insomma, è il Presidente degli Stati Uniti, non il puliscicessi di un Burger King del Bronx! Un’altra volta mi delude il Nobel per la Pace 2009. Da quando è in carica se n’è bellamente fregato del medioriente, per questo nasce un simile pantano.

Leggendo però le varie Ansa, si viene a scoprire che, almeno ufficialmente, il mullah Omar, leader spirituale dei talebani, avrebbe deciso di fare questi incontri ufficiosi perché per i suoi ragazzi kamikaze le cose si starebbero mettendo male, cioè avrebbero subíto troppe perdite ultimamente. Nonostante la veridicità di questa cosa, mi pare molto improbabile che i terroristi si definiscano “in difficoltà” proprio quando da poco tempo s’è scoperto che era pronto un piano d’attacco verso l’Occidente di proporzioni enormi che avrebbe avuto conseguenze devastanti. Quindi a chi credere? Io personalmente credo alla mia coscienza che mi dice: dei terroristi non ci si fida, punto.

Ironia della sorte, ma ironia molto amara purtroppo, quelle parole sopra citate di Karzai venivano pronunciate proprio mentre noi italiani tutti piangevamo la scomparsa dei nostri quattro valorosi soldati nell’attentato di sabato mattina.

Ecco, io non sono come Obama, io non mi faccio incantare dalle parole del primo barbuto afghano: io non ci sto! Io non ci sto perché non è giusto nei confronti di migliaia di persone: in primis dei civili afghani, che sarebbero i primi a subire le conseguenze di un “governo” nuovamente filo-talebano, poi anche dei nostri soldati laggiù e dei loro colleghi degli altri Paesi, di tutti i morti che abbiamo dovuto piangere, e infine non è giusto nemmeno nei confronti dei parenti dei soldati in missione.

Pertanto io spero davvero che Obama questa volta scenda in campo e dia una strigliata alla capoccia di Karzai e una scossa alla missione internazionale.

Di seguito stilo la lista dei soldati italiani, dei nostri ragazzi, che, se trattative simili andranno avanti, saranno morti in terra afghana invano:

Giovanni Bruno, Bruno Vianini, Michele Sanfilippo, Manuel Fiorito, Luca Polsinelli, Carlo Liguori, Giuseppe Orlando, Giorgio Langella, Vincenzo Cardella, Lorenzo D’Auria, Daniele Paladini, Giovanni Pezzulo, Alessandro Caroppo, Arnaldo Forucci, Alessandro Di Lisio, Antonio Fortunato, Roberto Valente, Matteo Mureddu, Giandomenico Pistonami, Massimiliano Randino, Davide Ricchiuto, Rosario Ponziano, Pietro Antonio Colazzo, Massimiliano Ramadù, Luigi Pascazio, Francesco Saverio Positano, Marco Callegaro, Mauro Gigli, Pierdavide De Cillis, Alessandro Romani, Gianmarco Manca, Francesco Vannozzi, Sebastiano Ville e Marco Pedone.

Grazie di tutto ragazzi! Riposate in pace.

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